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"Con questo disco si mette finalmente in luce uno dei pochissimi cantanti italiani di sesso maschile che sia in grado di proporre un jazz davvero autentico e per certi versi innovativo.
Barbagallo sembra, infatti, aver bene introiettato la lezione del linguaggio afro-americano nel corso della sua quindicennale esperienza musicale a New York, citta' dove peraltro vive.
Tale abilita' la si puo' apprezzare per esempio nell'interpretazione dei mingusiani "Portrait" e "Duke Ellington's Sound of Love" oppure nell'esecuzione del brano del leggendario bassista Scott La Faro "Gloria's Step" per il quale ha anche scritto un bel testo originale a mio giudizio.
Ma, oltre alla sua sensibilita' di interprete, che si concede con una certa naturalezza
anche al jazz brasiliano, Barbagallo stupisce per la sua inventiva di compositore.
A cominciare da "Canzone del Musico Colto" che apre il disco, Barbagallo ci presenta via via composizioni che, con soluzioni nuove e fresche, inaspettati cambi tematici o di tempo, inanellano e racchiudono una sequenza di idee semplici, altre più articolate, all'interno di una forma per certi versi inusuale.
Un altro aspetto, che mi pare doveroso sottolineare, riguarda i testi delle canzoni,
alcuni di sua mano, altri scritti da Gaetano Messina, autore sconosciuto ai più,
ma di grande talento, davvero unici per raffinatezza ed originalita'.
Il tutto viene naturalmente esaltato dal contributo di eccellenti jazzisti newyorkesi, e lo stesso leader, quando chiamato alla chitarra, sfoggia uno stile particolarmente piacevole.
Antonio Barbagallo con questo lavoro riempie, a mio parere, uno spazio a lungo rimasto inesplorato nel jazz Italiano, e ci auguriamo vivamente che il pubblico non abbia dovuto aspettare troppo."
Fabio Morgera
SCHEDA TECNICA (presentazione del progetto, recensioni, commenti, ascolto dei brani)
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