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“ Éthos è poesia. Pura poesia ungarettiana che sa di Montale e di Saba. Scevra e tesa a purificare il suono per ricondurlo all’essenzialità espressiva ed al silenzio. Non a caso alborada, nella Galizia spagnola, è una semplice melodia popolare per soli strumenti che assume anche il significato più ampio del fare musica al sorgere del sole.
Éthos rappresenta non solo il nascere e lo sbocciare di un nuovo progetto discografico rarefatto come l’aria del primo mattino ma scava nell’etica rigorosa di quell’archetipo che è il quartetto d’archi, laddove ogni strumento diviene voce umana in grado di cantare con l’essenzialità espressiva che fa della singola voce l’elemento portante del suono collettivo. Alborada è dunque una voce unica che accoglie di volta in volta pensieri solistici e differenti scritture.
Se nella ‘Retorica’ di Aristotele Éthos è, assieme a Logos e Pathos, uno degli elementi del ragionamento filosofico questa opera prima insegue un logico dialogo che è nel contempo ragione ed emozione, mito e contemporaneità. Opera in grado di fondere il misticismo di Arvo Pärt con il minimale di Michael Nyman, la latinità di Villa Lobos e di Federico Mompou con le geometrie di Karl Jenkins passando attraverso le composizioni originali che bene si innestano in un tracciato volutamente scarno ma allo stesso tempo caleidoscopico.
La teoria ed il piacere del vivere racchiuse in Éthos sono qui declinate con intelligenza, passione e rispetto per l’arte che è anche arte degli incontri: quelli con i vari ospiti che non solo impreziosiscono il lavoro ma che vi partecipano, in veste di solisti o di compositori, condividendone appieno quel pensiero essenziale che permea l’intero cd e che ne fa un’opera da cogliere nella sua profondità.
Per questo Éthos è poesia pura. E’ poesia del silenzio che veste i suoni luminosi dell’alba“
Paolo Fresu, (Szombathely/Ungheria 28 giugno 2007)
SCHEDA TECNICA (presentazione del progetto, recensioni, commenti, ascolto dei brani)
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