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Il collaudatissimo quartetto di Fabrizio Mandolini (con De Federicis, Pesaresi e Desiderio) esplora, concettualmente e nelle composizioni musicali, le sinuose geometrie semplici cui il titolo fa riferimento. Ne discende un lavoro di semplice ascolto ma complesso, orecchiabile ma esoterico. Mandolini esprime una filosofia compositiva che "illude" la ordinaria percezione acustica delle forme del jazz attraverso geometrie semplici enfatizzate da pochi colori decisi, ritmi sospesi e equilibri tra parti scritte e improvvisate. La scelta di concetti musicali semplici e “primitivi” e di assiomi armonico ritmici complessi riesce a rappresentare la realtà, in una sorta di neorealismo onirico.
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